Cosa Si Scarta Quando Si Mangia Il Pesce?

Cosa Si Scarta Quando Si Mangia Il Pesce
Come pulire il pesce Il pesce è un alimento gustoso che si presta a moltissime ricette. Per prepararlo bene in casa, però, bisogna saperlo pulire. Oggi leggerete consigli utili su come procedere in questa delicata operazione e su come portare in tavola tutto il profumo del mare con piatti di pesce perfetti come al ristorante. Se vi piace il pesce e proponete spesso ricette a base di questo prezioso ingrediente alla vostra famiglia o ai vostri amici, imparare a pulirlo per voi è fondamentale. Esistono tecniche precise per ottenere un ottimo risultato, spesso garantito anche dall’uso di appositi strumenti che vi aiuteranno nell’impresa e vi faciliteranno molto il lavoro.

  • Pulire il pesce richiede tempo, ma se avete la passione par la cucina e sapete essere abbastanza precisi, lo troverete anche divertente.
  • Sia che si tratti di merluzzo, branzino, orata, sarago, e così via, la cottura del pesce arriva solo dopo un lavoro preciso e indispensabile.
  • Eliminazione delle pinne e delle interiora e squamatura sono solo alcuni dei passaggi preliminari che anticipano l’arrivo del pesce nel forno o sui fornelli.

È vero che si tratta di una procedura lunga in cui sarà inevitabile sporcare il vostro piano di lavoro, ma è un procedimento che vi permetterà di cuocere il pesce alla perfezione e ottenere un risultato eccellente. Sistemate il pesce su un tagliere ed eliminate, per prima cosa, le pinne partendo da quelle dorsali che vi chiederanno una maggiore attenzione perché sono ben attaccate alla carne e difficili da eliminare.

Una volta eliminate le pinne, facendo in modo da non strappare le carni, passate alle interiora del pesce: nel caso di un pesce di taglia grossa, la sventratura avviene attraverso un’apertura che si trova sotto le branchie. Diversamente, se il pesce è di dimensioni medie o piccole, sarà sufficiente procedere con un’incisione del ventre.

Queste sono operazioni che devono necessariamente essere svolte con gli appositi attrezzi: immancabili le forbici, il coltello a lama flessibile, lo squamatore, i coltelli per aprire alcuni frutti di mare come le ostriche, un coltello dalla lama lunga e affilata. Vediamo adesso come pulire i pesci con le squame. In questo caso più che in altri, avere gli strumenti necessari alla giusta pulizia del pesce e dotarsi anche di guanti, vi permetterà di fare un lavoro in tranquillità, senza correre il rischio di farvi male.

  • Esistono pesci, infatti, come lo scorfano, dotati di pinne molto appuntite le cui punture possono anche essere davvero dolorose.
  • Per prima cosa, dovrete procedere con l’eliminazione di tutte le pinne.
  • I pesci con squame sono dotati di pinne caudali, anali, dorsali, pettorali e ventrali.
  • Utilizzate, per questa procedura, un paio di forbici da cucina molto resistenti e di acciaio inossidabile.

Cominciate asportando le pinne dorsali e partite dalla coda, andando verso la testa e mai il contrario. Una volta eliminate per bene le pinne, girate il pesce ed eliminate anche la pinna anale, per continuare con quelle ventrali e pettorali. Spuntate la pinna caudale, che altro non è che la coda, e procedete con un taglio dritto.

È arrivato il momento di squamare il pesce: procedete dalla coda verso la testa per facilitare l’operazione, con un coltello apposito che andrà utilizzato dalla parte della costa e non della lama per non rischiare di incidere erroneamente la pelle. A questo punto, procedete con l’eliminazione delle branchie.

In commercio, troverete facilmente un attrezzo, lo squamatore che, grazie ad un piccolo serbatoio incorporato, vi renderà facile l’eliminazione e la raccolta delle squame, o scaglie, che potranno, in un secondo momento, essere buttate via senza sporcare eccessivamente il piano di lavoro.

  1. Facciamo ora una piccola distinzione sulla pulizia dei pesci grandi e piccoli.
  2. Nel caso di un pesce grosso, cominciate ed eliminate le interiora attraverso un opercolo che si trova sotto la testa.
  3. Con le mani, afferrate gli intestini e tirateli delicatamente, esercitando una lieve pressione con le mani.

Se all’interno, lungo la lisca, vi accorgete che ci sono ancora residui di sangue, prendete un cucchiaino ed eliminateli. A questo punto, sarà necessario sciacquare subito il pesce sotto l’acqua corrente facendo entrare l’acqua attraverso l’opercolo. Nel caso di pesci piccoli, la sventratura avviene attraverso il ventre: praticate una piccola incisione in corrispondenza dell’orifizio anale e tagliate delicatamente verso la testa. Il pesce azzurro è un pesce privo di squame. Ce ne sono tanti nei nostri mari e sono tutti buonissimi da cucinare e portare in tavola tra i secondi di mare. Proprio perché non presenta squame è davvero semplice e veloce da pulire e inoltre, dopo l’operazione di pulizia, il vostro piano di lavoro risulterà sicuramente meno sporco rispetto a quando pulirete un pesce grosso con le squame.

Con un paio di forbici, praticate un’incisione partendo dall’apertura anale del pesce e tagliate l’addome, arrivando fino alla testa. Eliminate le viscere e passate subito il pesce sotto l’acqua corrente fredda. Operazione conclusa. Adesso potrete sfilettare il pesce con un coltello dalla lama flessibile, incidendo fino alla testa, arrivando alla lisca.

Per staccarlo, fate correre la lama tra la lisca e il filetto, eliminate le lische con l’apposita pinzetta e i vostri filetti sono pronti. Il pesce per la frittura richiede un procedimento a parte, una preparazione più attenta, da eseguire con estrema cura proprio come la frittura, che deve risultare perfetta, e necessita di una pulizia altrettanto perfetta della materia prima che deve essere appena comprata.

Quando in tavola arriva una frittura di pesce, il giubilo è sempre generale. Bastano contorni di saporite insalate, verdure al forno o patate al forno e il quadro è completo. Cominciamo dai gamberi, Fritti con il loro stesso carapace, hanno una carne tenera e morbida che assicura una frittura squisita.

Per prima cosa, per procedere a una corretta pulizia dei gamberi, dovete staccare la testa con un coltellino dalla lama affilata. Se preferite friggere i gamberi senza guscio, dovrete, una volta staccata la testa, estrarre delicatamente la polpa, lasciando intero il carapace.

Ricordatevi sempre di sfilare, con l’aiuto di una pinzetta o di uno stuzzicadenti, il filo nero dell’intestino. Tipici di un’abbondante e gustosa frittura di pesce, ci sono poi i calamari e i totani, Per pulirli bene, dovrete, per prima cosa, sciacquarli sotto l’acqua corrente e tamponarli delicatamente con un panno da cucina o con la carta assorbente.

Metteteli su un tagliere e tirate delicatamente la cartilagine dal corpo. Sfilate la testa e con un coltellino separate i tentacoli dal corpo. Eliminate anche il dente posto al centro dei tentacoli, esercitando una leggera pressione con le dita. Infine, iniziando dall’estremità più larga del corpo, eliminate la pelle. Un sughetto irresistibile, un profumo intenso e un’irrinunciabile scarpetta: ecco cosa aspettarsi da una buona zuppa di pesce che arriva in tavola in una casseruola di terracotta. Anche stavolta, però, la pulizia della materia prima è fondamentale. Nella zuppa di pesce ci sono pesci con le squame, la cui pulizia abbiamo spiegato nei paragrafi precedenti, pesci azzurri, gamberi e calamari che ormai per voi non hanno più segreti.

La zuppa di pesce, però, è piena di tante altre specie gustose che contribuiscono a rendere unico questo piatto. Vediamo insieme quali sono e come pulirle. Aggiungete alla lista della spesa per la vostra zuppa di pesce il polpo, Una volta arrivati a casa, sciacquatelo sotto acqua fredda, mettetelo su un piano di lavoro ed estraete le interiora dalla sacca, lavandola accuratamente all’interno.

Incidete il sacchetto all’altezza degli occhi ed eliminateli con le dita. Scavate con le dita o con un coltellino per estrarre il becco del polpo, quindi strofinate con il sale grosso sia la testa, che i tentacoli e rimuovete qualche possibile residuo di sabbia e la patina che lo ricopre.

E se nel sacchetto della spesa avrete messo anche i granchi, cuoceteli in abbondante acqua salata per 8 minuti; scolateli e fateli raffreddare a temperatura ambiente. Su un piano di lavoro, sistemateli con il dorso verso il basso e staccate le zampe e le chele. Estraete la polpa dalla chele con uno spiedino di legno, quindi, con un coltello, aprite il guscio ed estraete la polpa tenendola da parte per aggiungerla alla zuppa.

Eliminate i polmoni, le viscere e le cartilagini del granchio e utilizzate il carapace per preparare un brodo di pesce. Se nella zuppa inserite anche le seppie, ricordatevi di procedere alla loro pulizia indossando i guanti. Le seppie, infatti, sono caratterizzate da quel liquido nero che, se macchia la pelle, viene via difficilmente.

  1. Eliminate la cartilagine inserendo le dita nel corpo del mollusco; sfilate delicatamente l’osso tirandolo con le mani senza romperlo.
  2. Separate le sacche contenenti il nero e tenetele da parte in una ciotola.
  3. Eliminate la pelle tirandola delicatamente cominciando dall’estremità più larga del corpo.
  4. Con la loro carne prelibata, anche gli scampi si aggiungono a una succulenta e corroborante zuppa di pesce.
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Separate la testa dal corpo del crostaceo e sfilate subito il filo nero dell’intestino, tirandolo delicatamente con le mani o con uno stuzzicadenti. Schiacciate lateralmente il dorso dei crostacei e rompetelo piano; con le mani, aprite il guscio divaricando il carapace. Il sushi è ormai parte integrante anche della nostra alimentazione e mai come in questo caso la pulizia del pesce è alla base di un risultato eccellente. Sempre ottimo se mangiato al ristorante, il sushi si può cucinare anche a casa. I pesci utilizzati per preparare un gustoso sushi sono il tonno, il salmone, il pesce spada e le sarde; ecco come pulirli per poter realizzare ottimi piatti.

Il tonno deve essere impiegato in tranci, possibilmente provenienti dalla ventresca. Con un coltello ben affilato, procedete al taglio del trancio in tanti piccoli bocconcini, tutti uguali di dimensione. Se avete osservato il tonno nei piatti di sushi dei ristoranti, avrete notato che il taglio è sempre obliquo: procedete anche voi tagliando i pezzi di tonno che vi servono affondando il coltello in maniera obliqua e con un taglio deciso.

Procedete alla stessa maniera con il pesce spada, Anche nel caso del salmone, dovrete lavorare i tranci. Una volta sistemato un trancio di salmone su un piano di lavoro, procedete al controllo delle lische, indossate un guanto di lattice e massaggiate il trancio per individuare le spine; con una pinzetta, estraetele delicatamente, seguendo sempre il verso della polpa per evitare di strapparla.

  1. Procedete dunque al taglio dei bocconcini di salmone, anch’essi tutti della stessa dimensione, e fatelo sempre con un coltello dalla lama lunga e affilata per ottenere un taglio perfetto e senza strappi.
  2. Prima della pulizia, le sarde, invece, dovranno essere sciacquate abbondantemente sotto un getto di acqua corrente fredda.

Una volta lavate e asciugate, mettetele su un piano di lavoro e incidete, con un coltello affilato, il corpo del pesce: estraete delicatamente le interiora, la spina interna e la spina dorsale. Risciacquatele sotto l’acqua e utilizzatele per la ricetta. Pulire il pesce al tavolo è quasi un’arte. Un pesce intero, cotto al forno o al cartoccio che arriva in tavola deve necessariamente essere pulito bene per fare bella figura con gli ospiti e per servire nei piatti filetti buoni e anche belli da vedere.

Per pulire un pesce cotto a tavola, allora, dovrete avere a vostra disposizione un piatto capiente e vuoto in cui metterete la pelle e le lische e un piatto da portata, più elegante, o che sia adatto alla tavola, dove metterete i filetti di pesce puliti. Dotatevi anche di un coltello adatto, di una forchetta e di un cucchiaio che vi aiuteranno anche per una perfetta sfilettatura.

Per prima cosa, dovete spellare il pesce: con il coltello, incidete, senza andare troppo a fondo, la pelle del pesce. Posate il coltello da un lato del piatto e, aiutandovi con il cucchiaio e con la forchetta, sollevate delicatamente la pelle, cercando di non romperla.

  1. Trasferitela nel piatto che avete preso per depositare gli scarti e, con il coltello, incidete il pesce nel senso della lunghezza fino a toccare la lisca centrale.
  2. Con il cucchiaio e la forchetta, cominciate a sollevare delicatamente e con maestria i filetti di pesce.
  3. Sistemateli nel piatto da portata e, con il coltello, sollevate la lisca centrale.

Partite sempre dalla coda e arrivate fino alla testa. Mettetela sul piatto degli scarti e sistemate il filetto ricavato nel piatto da portata insieme all’altro. Questa tecnica è indicata per pulire in tavola pesci sotto sale e pesci al cartoccio che arrivano con una presentazione scenografica molto invitante e grazie a cui potrete ottenere un grande successo anche con i bambini*. La pulizia a libro dei pesci è una tecnica facile e veloce da eseguire se si dispone dei giusti strumenti ed è adatta ai pesci di piccole dimensioni. Per prima cosa, con un coltello molto ben affilato, dovrete eliminare la testa; quindi, con lo stesso coltello, dovrete praticare una leggera incisione lungo il ventre per poter estrarre le interiora ed eliminare la lisca centrale. La ricetta del pesce al sale si prepara con pesci grandi e carnosi: orata, branzino, spigola e dentice sono sicuramente i più indicati ad essere ricoperti da questa montagna bianca che, in forno, cuoce la carne anche senza l’aggiunta di altri ingredienti.

Vi suggeriamo una ricetta facile e veloce per realizzare un pesce in crosta di sale che imparerete anche a pulire a regola d’arte. Vi serviranno: 1 branzino da 1 kg; 2 kg di sale grosso; 200 g di pomodorini; 1 spicchio d’aglio; 1 peperoncino piccante; 2 foglie di salvia; 1 rametto di rosmarino; 1 cucchiaino di foglioline di timo; 4 foglie di basilico; 1 limone; olio extravergine d’oliva; sale.

Tagliate i pomodorini a dadini; riducete il peperoncino a rondelle e mettete tutto in una ciotola. Su un tagliere, preparate un trito di aglio e basilico, aggiungete circa 4 cucchiai di olio, il succo del limone filtrato ed emulsionate fino ad ottenere una salsa.

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Mettete il sale in una grossa ciotola e aggiungete salvia, timo e rosmarino tritati in un mixer. Sistemate uno strato di sale aromatizzato in una capiente pirofila e sistematevi il branzino. Coprite il pesce con il resto del sale e cuocetelo in forno caldo a 200° per 30 minuti. Portatelo in tavola con la crosta ed equipaggiatevi con un cucchiaio, un coltello, una forchetta e due piatti capienti separati.

Rompete delicatamente il sale con il cucchiaio e, man mano che lo rompete, mettetelo in uno dei due piatti. Lasciate lo strato inferiore del sale e procedete alla pulizia del pesce. Sollevate la pelle con il coltello e, aiutandovi con la forchetta, esportatela delicatamente; con il cucchiaio e la forchetta, separate i filetti e metteteli nel piatto da portata.

  1. Eliminate, aiutandovi con il coltello e il cucchiaio, la lisca centrale e prelevate con il cucchiaio il secondo filetto.
  2. Aggiungetelo al primo e provvedete subito ad eliminare quante più lische possibile.
  3. Irrorate il pesce con la salsa precedentemente preparata e servite.
  4. Se non volete preparare la salsina, potete condire il pesce al sale con un filo d’olio e accompagnarlo con un buon contorno di o con carciofi alla griglia.

Tra i consigli che servono per ottenere un pesce perfettamente pulito, sicuramente c’è quello di fare una lista degli strumenti che avete a disposizione in cucina e verificare che siano in ottimo stato e adatti a tutti i tipi di pesce. Se vi manca qualcosa, correte a rifornirvi per essere sicuri di poter sempre pulire e sfilettare i vostri pesci preferiti.

Un’altra cosa da acquistare per poter pulire in comodità il pesce è una spianatoia di plastica o di silicone, facile da pulire anche con un foglio di carta assorbente leggermente inumidito. Questi materiali vi permetteranno di eliminare facilmente sia il sangue del pesce pulito, sia tutti gli scarti.

Infine, ricordate sempre di scegliere del buon pesce e di farvi consigliare dal vostro pescivendolo di fiducia. : Come pulire il pesce

Cosa succede se si mangiano le lische?

Le Lische Di Pesce Possono Essere Fatali Per Il Mio Cane? – Sì, mangiare lische di pesce, non importa quanto innocuo ci sembrino, può uccidere il tuo cane. Ci sono molti potenziali pericoli che le lische di pesce possono rappresentare per il tuo cane, inclusi rischi di soffocamento, emorragie interne e gravi blocchi intestinali.

Quali sono i pesci con le lische?

PESCE A LISCA

Triglie ripiene Brodetto all’anconetana Filetti di persico impanati
Trancio di tonno ai porri Rombo con carciofi Salmone in padella
Gallinelle in umido Salmone boscaiolo

Come si chiama il crudo di pesce?

Da dove proviene la tradizione del pesce crudo? – Il pesce crudo non è una tradizione esclusiva del Giappone o dell’Oriente in generale, infatti da centinaia di anni si consuma anche in Italia e ancora oggi lo si offre in molte città affacciate sul Mediterraneo. Ecco alcuni esempi di piatti o preparazioni che prevedono il pesce crudo:

Sashimi, Pesce crudo (tonno, salmone, seppia, rombo) sfilettato, finemente affettato, ricercando dimensioni uniformi e spesso servito con salsa di soia e wasabi. Il Giappone è spesso consacrato come il regno del pesce crudo ed emblema di questa tradizione è proprio il sashimi. Sushi, Abbinamento tra riso cotto e pesce, compresi i pesci crudi, a cui è possibile aggiungere altri ingredienti (avocado, verdura e uova di pesce). Rappresenta un’altra categoria simbolo dei piatti giapponesi, tuttavia la sua tradizione è originaria del sud-est asiatico: era un modo di conservare meglio i prodotti del mare. Carpaccio, Carni crude finemente affettate (spessore massimo 0.4 mm) o pestate. Il termine, sebbene nasca in riferimento alla carne, può anche indicare piatti simili costituiti da pesce crudo. Il carpaccio è un piatto tipico della tradizione italiana e solitamente servito con un condimento di olio extra vergine d’oliva e limone, pepe, scaglie di Grana Padano DOP a piacimento. Marinatura, Pesci, soprattutto alici e sardine, sono parte della tradizione italiana e presenti quasi ovunque sia con preparazioni industriali che artigianali. Il pesce sfilettato viene immerso in olio, sale, pepe ed erbe aromatiche e lasciato marinare per una notte o più. Tartare, Carne o pesce crudo tritato finemente al coltello, a cui si può aggiungere il condimento (cipolla, capperi, succo di limone, aceto balsamico) o delle salse. È una preparazione inventata recentemente e mutuata dalla stessa preparazione fatta con la carne. Scottato, Pesce in tranci come tonno o pesce spada cotto alla piastra ma lasciato al sangue, cioè dentro è crudo come spesso si fa anche con le bistecche. Ceviche, Piatto a base di pesce marinato (limone, cipolla, peperoncino) originario dell’America Latina. La sua origine è antichissima, risale alla civiltà pre-incaica, ma ha subito anche l’influenza spagnola. I pesci impiegati possono andare dal persico al merluzzo ai quali si possono aggiungere i crostacei e varie verdure. Poke, Insalata hawaiana tradizionalmente fatta con pezzi di pesce crudo (tagliati a cubetti) che sono conditi e marinati in vario modo e mescolati con verdure. Il poke si può preparare con il tonno hawaiano, il salmone, ma persino i molluschi. Per condire e marinare il pesce si usano in particolare la salsa di soia, l’olio di sesamo, la cipolla e il sale, Tra gli ingredienti che si possono aggiungere vi sono l’avocado, i semi di sesamo, il peperoncino, il peperone e le uova di pesce. Gravlax, Piatto nordico costituito da salmone grezzo curato in zucchero, sale e aneto. Viene tradizionalmente mangiato con salsa di senape. Stroganina, Pesce ghiacciato, tagliato in lunghe strisce sottili e semplicemente servito con olio d’oliva o di colza ed erbe aromatiche come origano e timo. Tipico della Siberia, così come i pesci usati per prepararlo: coregone artico, salmone o halibut. Baccalà crudo, Nella cucina catalana è la carta vincente. Lo troviamo nell’insalata di pesce crudo nota come xatò, la cui salsa di condimento è ottenuta frullando insieme pomodori, frutta secca come mandorle e nocciole, aglio, olio, pane, sale, aceto e peperoncino, Può essere poi mescolato con tonno sott’olio, acciughe, scarola e olive. E lo ritroviamo anche nella esqueixada dove il baccalà è semplicemente dissalato e tagliato a striscioline prima di essere mescolato in una ciotola con cipolla, pomodori e olive nere e infine condito con olio, pepe e sale se gradito.

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Qual è il pesce che si mangia crudo?

Crudità di pesce: quale pesce si mangia crudo? – Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare una premessa. I pesci che si possono mangiare crudi sono moltissimi: tonno, pesce spada, ricciola, dentice, orata molluschi, come capesante e seppie, e crostacei come aragoste, astici, gamberi interi, scampi e così via.

Tuttavia c’è un rischio nel mangiare il pesce crudo: quello di incontrare l’anisakis, un parassita che può causare nausea, vomito, dolori addominali e febbre. Oltre a questo parassita, ingerire pesce crudo non correttamente abbattuto può portare a contrarre l’escherichia coli e la salmonella. Per questo motivo è sempre ideale prendere delle precauzioni.

Esistono pochi ma importanti regole da seguire per mettere in sicurezza il nostro organismo da fastidiose reazioni avverse. La prima raccomandazione è quella di abbattere il pesce dopo averlo acquistato. Per farlo bisogna posizionare il prodotto al freddo molto rapidamente, in un piatto pulito e coperto con pellicola trasparente: la temperatura va portata a -20 per 24 ore con un abbattitore professionale,

Come si trovano gli scarti?

Per calcolare lo scarto semplice medio assoluto, si sommano le differenze assolute tra i singoli valori ( 12, 13, 15, 20 ) e la media aritmetica ( 15 ). Nota. La differenza è calcolata in un modulo ( le due barre verticali | | ) perché si tratta di una differenza assoluta.

Cosa si intende per scarti alimentari?

Scarti alimentari e organici – Raccolta differenziata a Fiuggi

Giorni di raccolta: lunedì/mercoledì/sabato Per le utenze domestiche : mastello marrone antirandagismo con sacchetti biodegradabili.In alternativa per le utenze domestiche condominiali che ne fanno richiesta: bidoncino carrellato marrone (condominiale) sacchetti biodegradabili e compostabile per l’organico (per ogni famiglia).

Prima di essere conferiti i rifiuti organici vanno ben sgocciolati. Se i rifiuti sono particolarmente umidi possono essere avvolti in sacchetti di carta prima di inserirli nell’apposito sacchetto. I rifiuti organici devono essere conferiti esclusivamente all’interno di un sacchetto biodegradabile e compostabile.

  • SI : scarti di cibo, di frutta e verdura, alimenti avariati, gusci d’uovo, fondi di caffè e filtri di tè, pane, foglie, fiori recisi, piante, terriccio dei rinvasi, carta assorbente, tovaglioli, salviette e fazzoletti di carta, tappi di sughero, cenere di legna.
  • NO : tutto quello che non è di origine vegetale o animale, ed in particolare le confezioni degli alimenti: vaschette, barattoli, retine, buste, cellophane, piatti e bicchieri di plastica.

In particolare vanno esclusi i rifiuti liquidi. Attenzione! Per l’umido dotatevi di un sacchetto biodegradabile e compostabile e inseritelo nel contenitore sottolavello. Il piccolo contenitore areato deve essere posizionato sotto il lavello per il deposito della frazione organica.

Cosa c’è dentro il surimi?

Il surimi è un alimento industriale derivato dalla lavorazione della polpa di merluzzo, mescolata con addensanti, come l’albume d’uovo, la fecola di patate e l’olio di colza.

Cosa si intende per scarti alimentari?

Scarti alimentari e organici – Raccolta differenziata a Fiuggi

Giorni di raccolta: lunedì/mercoledì/sabato Per le utenze domestiche : mastello marrone antirandagismo con sacchetti biodegradabili.In alternativa per le utenze domestiche condominiali che ne fanno richiesta: bidoncino carrellato marrone (condominiale) sacchetti biodegradabili e compostabile per l’organico (per ogni famiglia).

Prima di essere conferiti i rifiuti organici vanno ben sgocciolati. Se i rifiuti sono particolarmente umidi possono essere avvolti in sacchetti di carta prima di inserirli nell’apposito sacchetto. I rifiuti organici devono essere conferiti esclusivamente all’interno di un sacchetto biodegradabile e compostabile.

  • SI : scarti di cibo, di frutta e verdura, alimenti avariati, gusci d’uovo, fondi di caffè e filtri di tè, pane, foglie, fiori recisi, piante, terriccio dei rinvasi, carta assorbente, tovaglioli, salviette e fazzoletti di carta, tappi di sughero, cenere di legna.
  • NO : tutto quello che non è di origine vegetale o animale, ed in particolare le confezioni degli alimenti: vaschette, barattoli, retine, buste, cellophane, piatti e bicchieri di plastica.

In particolare vanno esclusi i rifiuti liquidi. Attenzione! Per l’umido dotatevi di un sacchetto biodegradabile e compostabile e inseritelo nel contenitore sottolavello. Il piccolo contenitore areato deve essere posizionato sotto il lavello per il deposito della frazione organica.

Che cosa sono gli scarti alimentari?

Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. Reparti alimentari in un centro commerciale di Portland, nell’Oregon Con rifiuti del processo alimentare si intende «ogni sostanza commestibile, cruda o cotta, che viene scartata, o si intende scartare o è necessario scartare», Questa definizione di rifiuti è stata data dalla Commissione europea,

Cosa sono gli scarti di produzione?

scarto in “Dizionario di Economia e Finanza” scarto Materiale da eliminare perché inutile o di scarsa qualità. ● Lo s. di produzione, o s. di lavorazione, è il quantitativo di pezzi lavorati o semilavorati che viene eliminato perché non rispecchia la qualità aziendale desiderata (➔ anche qualità) o perché il materiale non è consono o le quote reali non riflettono quelle progettuali.

L’avvento della crisi energetica e la necessità di fornire servizi compatibili con il protocollo di Kyoto (➔ Kyoto, protocollo di), le direttive europee e la sostenibilità economica, hanno favorito lo sviluppo delle tecnologie di trasformazione e recupero dei materiali di s., trasformandoli in risorsa per la produzione di energia e riducendo al contempo i costi di smaltimento e l’impatto di quest’ultimo sull’ambiente.

● Accanto ai materiali di s. hanno assunto rilevanza energetica anche le biomasse, derivanti da s. di varia natura (agricoli, biologici, di legname ecc.), da s. di lavorazione o da coltivazioni dedicate. Più in particolare, le biomasse di s., attraverso il processo anaerobico, possono essere utilizzate per la produzione di biogas, che viene impiegato per ottenere energia termica e/o elettrica, separatamente o in cogenerazione, o introdotto nella rete del gas come biometano.

  • L’impiego delle biomasse ai fini energetici limita il rilascio di nuova anidride carbonica, principale responsabile dell’effetto serra (➔ anche emissione in atmosfera).
  • Il termine è usato anche in statistica con riferimento a diverse grandezze, quali la deviazione standard (➔), o scarto tipo, o scarto quadratico medio (➔ anche dispersione).

: scarto in “Dizionario di Economia e Finanza”