Da Dove Arriva Il Pesce Che Mangiamo?

Da Dove Arriva Il Pesce Che Mangiamo
L’80% del pesce che mangiamo proviene dall’estero, i dati Istat elaborati da Coldiretti pubblicati dalla Stampa parlano chiaro: nei mari italiani vengono pescate ogni anno 180 mila tonnellate di pesce, ma le importazioni ammontano a più di un milione; il calcolo risulta facile anche a chi non mastica troppo la

Quanto pesce importa l’Italia?

È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al 2020 – di Emiliano Sgambato 14 aprile 2021 Tokyo rilascerà nell’Oceano le acque processate di Fukushima 1′ di lettura Il governo di Tokyo ha deciso di riversare in mare dal 2022 oltre un milione di tonnellate di acque contaminate dalla catastrofe del 2011.

Suscitando le ire di Paesi vicini, associazioni ambientaliste e dell’industria nazionale della pesca. Con Seul pronta a rivolgersi al Tribunale internazionale del diritto del mare «Oltre 21 milioni di chili di pesci, crostacei e molluschi arrivano in Italia dalle acque del Giappone»: è quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al 2020, che evidenziano anche l’arrivo in Italia di 18 milioni di chili di pesce dalla Cina e di 3,3 milioni di chili dalla Corea.

«È devastante la decisione del Giappone – scrive la Coldiretti – che ha pesanti ripercussioni dal punto di vista ambientale, economico e sanitario a livello globale, sulla quale devono intervenire le istituzioni internazionali». La pubblicità negativa che deriverà al pescato giapponese da questa iniziativa preoccupa non poco i 1.500 pescatori della zona che si sono battuti contro questa decisione e che oggi, per sopravvivere, contano soprattutto sui ristoranti e le rivendite locali.

  • La pesca, una delle attività determinanti per il sostentamento alimentare ed economico del paese, ripartita gradualmente a poco più di un anno dalla catastrofe, e in aree limitate, sfiora attualmente appena il 20% del fatturato generato prima del 2011.
  • Per controllare direttamente l’origine del pesce acquistato il consiglio della Coldiretti è di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere la zona di pesca, e scegliere la “zona Fao 37” se si vuole acquistare prodotto pescato nel Mediterraneo.

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Quanto pesce importiamo?

L’80% del pesce che mangiamo arriva dall’estero Quasi l’80% del pesce che finisce sulle tavole degli italiani viene dall’estero. I dati ISTAT elaborati da Coldiretti pubblicati oggi dalla Stampa ci spiega che nei mari italiani si pescano oggi 180mila tonnellate di pesci, mentre le importazioni ammontano a oltre un milione di tonnellate (erano 582mila nel 1993, +84%), compresi prodotti congelati, essiccati e preparazioni, con Spagna, Paesi Bassi e Grecia sul podio dei Paesi esportatori e il 40% in arrivo da Paesi extra Ue.

Come conoscere il pesce?

COME RICONOSCERE IL PESCE FRESCO DA QUELLO CONGELATO – Per difendersi, ecco 10 cose da controllare per smascherare il pesce decongelato che qualcuno prova a vendere come fresco.

  1. Il pesce decongelato si riconosce per gli occhi infossati e spenti. Il pesce fresco ha in generale occhi convessi, con pupilla nera brillante, pelle di colore vivo e lucente.
  2. Il pesce decongelato ha la pupilla velata.
  3. Il pesce fresco è rigido, quello decongelato diventa elastico. Quando si tocca la sua carne, non devono rimanere impronte.
  4. Le branchie del pesce congelato sono di colore marroncino o giallognole. Le branche del pesce fresco sono di colore rosso vivo, e sul corpo compare un muco trasparente, non giallognolo.
  5. Il pesce congelato talvolta presenta danni alle pinne.
  6. Ogni pesce, fresco o congelato, si distingue per specifiche caratteristiche potete trovare consultando questa guida preparata dall’Istituto Zooprofilattico di Torino.
  7. Il tonno fresco, per esempio, è di colore bordeaux. L’orata fresca ha un occhio vivo e trasparente, con la pupilla nera. Lo scampo fresco ha un colore rosato.
  8. Anche per i pesci esistono delle etichettature che devono essere a disposizione del consumatore. Devono riportare sia il nome in latino della specie sia quello commerciale, lo stato fisico del prodotto (fresco o decongelato), la zona di cattura (Atlantico, Mediterraneo, Oceano Indiano, etc.) il metodo di produzione (pescato o allevato), gli attrezzi con i quali è stato pescato, gli eventuali additivi. E ovviamente il prezzo al chilo.
  9. Ricordate che anche il pesce, come qualsiasi prodotto in natura, ha la sua stagionalità. Assecondatela e non forzatela. Per esempio: lo sgombro si trova da gennaio a marzo, il cefalo in aprile e maggio, la sardina da luglio a novembre, il merlano a dicembre. E così via.
  10. In generale, per evitare che qualcuno provi ad ingannarvi, cercate di non cambiare fornitore di pesce e di andare da chi si è comportato in modo corretto.
  11. La colonna vertebrale si deve spezzare invece di staccarsi, e interamente. Inoltre non deve presentare alcuna colorazione.

Dove viene pescato il merluzzo in Italia?

Il merluzzo, dai mari del Nord alla nostra cucina Il merluzzo, nome latino Gadus Morhua, è un pesce dei mari del Nord che offre grandi possibilità in cucina, con un occhio al, Il merluzzo è infatti un prodotto ittico molto duttile che da allo chef ampie chance di lavorazione e di inserimento nel menu.

Generalmente il merluzzo di tipo nordico assume il nome di baccalà se viene conservato sotto sale o di stoccafisso se essiccato. La pesca del merluzzo Esteticamente il merluzzo presenta un colorito grigio/verdastro ed è caratterizzato da una linea bianca laterale sui fianchi e da alcune macchie simili a lentiggini sui fianchi e sul dorso.

Le dimensioni sono importanti, così come il peso: la lunghezza varia da 1 a 2 metri e il peso può addirittura arrivare ai 90 kg, ma la media pesi si aggira sui 50 kg. La specie del Gadus Morhua si trova principalmente nei mari del Nord ed è assente nel Mediterraneo.

  1. Il merluzzo viene quindi pescato nell’Atlantico Settentrionale, dalle coste della Francia e dell’Islanda fino a quelle americane.
  2. Il nostro filetto di merluzzo con pelle IQF La zona più importante per la pesca rimane comunque quella delle Isole Lofoten, vero centro nevralgico di pesca e di smistamento del merluzzo.

Qui, vicino alle coste norvegesi, nei mesi più freddi dell’inverno si radunano circa 30mila pescatori con circa 6/7mila pescherecci. Il grafico che mostra l’andamento del pescato con evidenziato il tracollo del 1992 dopo l’abnorme pesca degli anni intorno al 1970 che ha messo la specie in pericolo. La pesca può avvenire con ami o con reti e come esche vengono usati calamari o pezzi d’intestino degli stessi merluzzi. Un unico pesce, ma due prodotti: la differenza tra stoccafisso e baccalà Sia lo stoccafisso che il baccalà contraddistinguono due alimenti con caratteristiche proprie molto forti, ma con un’unica origine, il merluzzo. La differenza tra i due consiste nel tipo di lavorazione che subisce il famoso pesce nordico: se viene essiccato parleremo di stoccafisso, mentre se avviene la salatura (che deve far assorbire al pesce un contenuto di sale superiore al 18%) allora avremo il baccalà. Lo stoccafisso 50/60 a catalogo Polo Un’altra importante differenza tra i due alimenti è la pesca: generalmente il merluzzo per la produzione di stoccafisso viene pescato nel periodo che va da febbraio ad aprile (in modo che il processo di essiccatura naturale di circa 3 mesi avvenga nel periodo migliore, su apposite rastrelliere all’aperto), mentre quello che poi darà vita al baccalà non necessita di condizioni climatiche particolari e viene pescato tutto l’anno. Il merluzzo in cucina Il merluzzo è un alimento ipocalorico, ricco di proteine, sali minerali e vitamine del complesso B e con un basso contenuto di grassi. Oltre ad avere carni bianche molto leggere e tenere, è particolarmente noto in cucina per la sua duttilità. I bastoncini di filetto di merluzzo prefritti e surgelati Ci riferiamo in particolare al food cost, alla preparazione e alla velocità di cottura. E’ un pesce economico e ideale per molte ricette, si può trovare sulle tavole in tranci, in filetti, lesso, in padella, al forno e alla griglia. Insomma, un prodotto versatile che da ampio spazio alla creatività dei professionisti della ristorazione. Proprio questa duttilità ha accomunato il merluzzo col maiale, usando tutte le parti del prodotto. Un famoso detto dice ” Del maiale non si butta via nulla ” e così vale anche per il merluzzo. Basti pensare che le teste vengono usate in alcuni paesi africani come insaporitori naturali, le uova vengono commercializzate come caviale, lo stomaco viene utilizzato in Giappone per il sushi, l’intestino (una volta macinato) serve come alimentazione per i salmoni di allevamento e dal fegato poi si ottiene il famoso olio di fegato di merluzzo. Le proprietà nutrizionali del merluzzo Il merluzzo è un alimento ricco di proteine. Rispetto alla carne degli animali a sangue caldo contiene un’elevata percentuale di proteine miofibrillari e una minore quantità di tessuto connettivo, ciò si traduce in una maggiore tenerezza della carne. Inoltre contiene aminoacidi essenziali, quegli aminoacidi che il nostro organismo non è in grado di sintetizzare da solo e che devono quindi essere assunti tramite la dieta, tra cui la Leucina e la Lisina. La prima gioca un ruolo fondamentale nella costruzione e nel mantenimento del tessuto muscolare mentre la seconda è fondamentale per lo sviluppo e la fissazione del calcio nelle ossa, favorisce la formazione di anticorpi, ormoni ed enzimi. Il merluzzo è considerato un pesce magro (lipidi <3%) contiene soprattutto acidi grassi polinsaturi. E' ricco di omega 3 che aiutano a prevenire disturbi cardiaci e diminuire i livelli di colesterolo. Per quanto riguarda le vitamine troviamo la A, E, vitamine del gruppo B e C. La vitamina A è importante poichè regola il funzionamento della vista e della retina, aiuta nella crescita e nella differenziazione dei tessuti durante la fase di sviluppo del feto, essenziale per la crescita delle ossa, protegge la pelle mantenendola sana, funge da antiossidante contro i radicali liberi. La vitamina E è un antiossidante e rafforza i processi della vitamina A. Le vitamine del gruppo B forniscono energia al nostro organismo trasformando i carboidrati in glucosio, sono importanti per la salute di occhi, capelli, fegato, pelle e tratto gastrointestinale, giocano un ruolo fondamentale nel metabolismo dei grassi e delle proteine. La vitamina C migliora l'assorbimento del ferro, è importante per il corretto funzionamento del sistema immunitario, aiuta nella sintesi del collageno. In fine i sali minerali contenuti nella carne di merluzzo sono: sodio, potassio, fosforo, calcio e magnesio. Questi aiutano a regolare l'acqua nel corpo, la pressione sanguigna, sono fondamentali nella formazione delle proteine e per il corretto sfruttamento energetico degli alimenti. Come scegliere un ottimo merluzzo? Un buon merluzzo deve presentare carni bianche e molto compatte. Attenzione al colore: carni bianchissime potrebbero nascondere trattamenti sbiancanti con sostanze chimiche. All'interno, per i pesci interi, non devono esserci tracce di sangue o macchie di colore scuro e l'occhio deve essere nitido, non arrossato. Scopri i a catalogo Polo! : Il merluzzo, dai mari del Nord alla nostra cucina

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Qual è il pesce da mangiare più costoso al mondo?

I pesci più costosi del mondo Si chiama Carpa Koi ed è di fatto il pesce più costoso del mondo. Pensate che un esemplare è stato venduto l’anno scorso all’incredibile cifra di 2 milioni di dollari! Kentaro Sakai è un campione di allevamento, e le sue carpe sono molto apprezzate dai ricchi collezionisti per i loro colori vivaci, i modelli distinti e la pelle lucida. (a video by Great Big Story) CONDIVIDI : I pesci più costosi del mondo

Quali cibi importa l’Italia dalla Russia?

Uno studio di Coldiretti rivela che lo scorso anno l’ Italia ha importato dal Paese di Putin circa 153 milioni di chili di grano, dei quali 96 milioni di chili di tenero per la panificazione e 57 milioni di chili di duro per la produzione di pasta.

Che cosa importa l’Italia dall’estero?

I prodotti più esportati e importati – Per quanto riguarda la tipologia di beni e servizi esportati, la composizione delle esportazioni di servizi del Bel Paese è diversa rispetto a quelle di Francia e Germania; vi è una prevalenza – come in Spagna – dei servizi di viaggio e una scarsa rilevanza delle attività a maggior contenuto di conoscenza.

  • Nel 2018 il valore delle esportazioni di servizi era inferiore al 6% del Pil, contro l’8,3% in Germania, il 9,3% in Francia e il 10,5% in Spagna.
  • Di seguito un grafico che riassume le categorie dei principali prodotti importati ed esportati dall’Italia nel 2021 in milioni di euro.
  • Come si evince dal grafico, l’Italia è tra i leader mondiali nella produzione di macchine per l’industria di ogni genere, medicinali, autoveicoli, prodotti e articoli di abbigliamento,

Per quanto riguarda le importazioni, storicamente, i maggiori prodotti importati sono autoveicoli, medicinali e alcune materie prime ( petrolio, prodotti chimici, metalli e gas), I dati confermano la vocazione dell’Italia come Paese specializzato nella rilavorazione di materie prime o semilavorati.

Quali cibi importa l’Italia?

Gennaio-maggio 2017. incidenza % su totale Mondo. Ateco C10 escluso C109-Prodotti alimentazione animale – Elaborazione Ufficio Studi Confartigianato su dati Istat – Da Dove Arriva Il Pesce Che Mangiamo : STUDI – L’Italia importa prodotti alimentari per 25,7 miliardi di euro da 140 Paesi, il 25,4% da Paesi extra UE, quota che sale al 51% per Pesce e 45% per gli Olio e grassi animali

Dove si produce il baccalà?

Provenienza. I paesi principali di produzione di pesce salato sono Danimarca, Isole Fær Øer, Norvegia, Islanda e Canada.

Che differenza c’è tra il merluzzo e il baccalà?

Differenze tra baccalà e stoccafisso – La differenza è molto semplice e tutto parte dal merluzzo, il pesce fresco tipico dell’Atlantico settentrionale da cui si ottengono 2 prodotti diversi: il baccalà e lo stoccafisso, La differenza tra questi due è facile da individuare:

il baccalà è merluzzo salato ; lo stoccafisso è merluzzo essiccato all’aria,

Esiste poi una seconda lavorazione del baccalà che prevede prima la salatura e poi l’essiccazione. La confusione tra i due termini dipende principalmente dall’uso errato già nella tradizione. In Veneto, ma anche nelle regioni limitrofe, si usa lo stoccafisso per le preparazioni di ricette tipiche.

Quale Paese è il più grande produttore di pesce al mondo?

10 Paesi esportatori di frutti di mare famosi – Notizie – Shanghai Yangqi Industry & Trade Corp – Dec 04, 2017- Il pesce è stato a lungo una parte importante delle diete umane e sempre più una delle principali fonti di valore economico. I paesi elencati di seguito esportano grandi quantità di prodotti alimentari marini, inclusi pesci, crostacei, molluschi e altri. Da Dove Arriva Il Pesce Che Mangiamo 10. Indonesia L’Indonesia è stato il 26 ° paese esportatore più grande del mondo nel 2015, nel periodo 2009-2014, le esportazioni dell’Indonesia sono aumentate a un tasso annualizzato del 7,3%, da US $ 138 miliardi nel 2009 a US $ 197 miliardi nel 2014.

Il 2012, il la produzione ittica totale del paese è stata stimata in circa 15,26 milioni di tonnellate (5,8 milioni di tonnellate dalla cattura selvaggia e 9,45 milioni di tonnellate dall’acquacoltura).9. Paesi Bassi Nel 2013, i Paesi Bassi sono stati l’ottavo importatore di prodotti ittici e ittici nell’Unione europea e il tredicesimo più grande al mondo.

I Paesi Bassi hanno importato pesce e prodotti ittici da 100 paesi (3,2 miliardi di dollari), con un incremento dello 0,8% rispetto al 2012. I primi cinque paesi fornitori erano l’Islanda con una quota del 10,8%, seguita dalla Germania (10,7%), Belgio (7,3%), Russia (6,0%) e Norvegia (5,8%).

8. Svezia La Svezia rappresenta un mercato promettente per i fornitori canadesi di prodotti ittici e ittici, ma è anche un concorrente che ha fornito le prime cinque destinazioni del Canada: Stati Uniti, Cina, Tailandia, Vietnam e Cile nel 2013. 7. Cile

Il Cile è il paese più lungo e più stretto del mondo con i suoi confini definiti dalla Cordigliera delle Ande e dall’Oceano Pacifico. La linea costiera va dai tropici all’estremità meridionale dell’inverno, il che significa che c’è un’incredibile quantità di frutti di mare.

  1. Non solo pesce, ma una grande varietà di frutti di mare cileni.
  2. La pesca è un’importante industria in Cile ed è uno dei maggiori esportatori di pesce e frutti di mare nel mondo.
  3. Il mare cileno è considerato tra gli ecosistemi marini più produttivi al mondo.6.
  4. Canada Il pesce e i frutti di mare sono uno dei più grandi settori alimentari esportati dal Canada e dalla pesca e dagli oceani.

Il Canada è impegnato nella sostenibilità di questa preziosa risorsa naturale.5. India L’industria delle esportazioni di frutti di mare in India è cresciuta a un nuovo massimo nel corso degli anni. A partire da gamberetti in scatola vengono esportate altre varietà di pesce, calamaro, seppie, polpi, granchi, vongole e cozze.

  1. L’Associazione degli esportatori di frutti di mare in India si rivolge al benessere della fraternità esportatrice di frutti di mare in India.4.
  2. USA Le esportazioni statunitensi di pesce e frutti di mare hanno raggiunto un livello record nell’anno fiscale 2014, con un valore totale di $ 5,3 miliardi, in crescita del 4% rispetto all’esercizio 2013.

Con una quota del 6% del commercio globale, gli Stati Uniti sono il sesto maggiore fornitore di pesce e prodotti ittici al mercato mondiale, dietro Cina, Norvegia, Tailandia, India e Unione Europea.3. Vietnam Il Vietnam ha spedito all’estero $ 749 milioni di frutti di mare all’estero, portando le esportazioni di prodotti ittici nei primi otto mesi del 2017 a $ 5,13 miliardi, in aumento del 18,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, riporta Vietnam Plus.

Secondo il Ministero dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, i maggiori acquirenti di prodotti ittici vietnamiti comprendevano Stati Uniti, Giappone, Cina e Corea del Sud, pari al 55,6% delle esportazioni totali.2. Norvegia Il 2015 è stato un grande successo per l’industria norvegese della pesca e del pesce, e un anno in cui la Norvegia ha esportato frutti di mare per un valore di 75 miliardi di NOK (circa 8,8 miliardi di dollari), con un aumento dell’8% rispetto al valore delle esportazioni ottenuto l’anno precedente.

Altri membri dell’Unione Europea e degli Stati Uniti sono stati i maggiori mercati per le esportazioni norvegesi di pesce e frutti di mare.1. Cina Dal 2002, la Cina è stata il maggiore esportatore mondiale di prodotti ittici e ittici. Nel 2005, la Cina ha esportato $ 7,7 miliardi di dollari in prodotti ittici e di pesce, con piante acquatiche commestibili come il kelp scheggiarsi in misura significativa.

Dove si pesca il pesce?

Scarica PDF Scarica PDF La pesca è uno degli sport all’aperto più tranquilli e gratificanti. Che tu stia passando un po’ di tempo con la famiglia e gli amici o che tu stia pescando da solo, questo hobby ti permette di godere della natura e di confrontarti con moltissimi pesci.

  1. Quando si entra per la prima volta in un negozio di articoli per la pesca si viene sopraffatti dalla quantità dei prodotti disponibili: esche artificiali coloratissime, canne, mulinelli.
  2. Da dove iniziare? Continua a leggere questo articolo per imparare a scegliere la giusta attrezzatura, la zona di pesca e a catturare tutti i pesci che desideri.

Nelle varie sezioni troverai anche consigli più dettagliati sulle tecniche.

  1. 1 Recati dove ci sono i pesci. Scegli un posto dove ti piacerà passare diverse ore e dove c’è un’alta possibilità di catturare dei pesci. I laghi pubblici, i fiumi e gli stagni sono, di solito, le scelte migliori. Parla con gli altri pescatori o vai nel negozio di caccia&pesca della tua zona per avere qualche buon consiglio.
    • I luoghi isolati attorno agli stagni e gli argini fuori città sono punti ottimi. Se stai camminando nel bosco alla ricerca di un buon posticino dove pescare con tranquillità, accertati di non violare la proprietà privata di qualcuno o di pescare in acque in cui non è consentito.
    • Se vivi sulla costa, puoi valutare di pescare in mare, In questo caso avrai bisogno di una licenza particolare, oltre che di una attrezzatura specifica in base alle prede che vuoi prendere. La tecnica di pesca, invece, è più o meno la stessa.

    Suggerimento: molti parchi municipali hanno degli stagni in cui vengono regolarmente immessi dei pesci in modo che chiunque possa prenderli. Si tratta di posti molto gratificanti per i principianti perché la cattura dei pesci è molto rapida e semplice. Purtroppo, però, questi luoghi sono molto affollati e spesso sporchi. Non avvicinarti troppo agli altri pescatori e non invadere il “loro posto”.

  2. 2 Informati sul tipo di pesci della zona. Molti giornali locali dedicano alcune sezioni alla pesca, elencano i nomi dei luoghi dove è consentito, quali pesci sono presenti e a che tipo di esca abboccano. Puoi anche chiedere ai negozi della zona, ai marinai e nei negozi di articoli per il campeggio.
    • Negli Stati Uniti, per esempio, il pesce gatto è un comune pesce di fiume e di lago, e alcune varietà come quello maculato, quello azzurro e il testa piatta sono catturati proprio a scopo alimentare. In Italia puoi pescare la trota, il persico, la tinca, il lucioperca e molti altri.
  3. 3 Informati dove vivono particolari pesci che vuoi pescare come trofeo o da mangiare. Ti piacerebbe catturare un luccio alligatore ma vivi a Verona? Sappi che sarà molto difficile se ti limiti a pescare nell’Adige, dato che si tratta di un animale che vive nelle acque del Nord America.
    • Nel lago di Garda non è difficile catturale l’alborella (aola), l’agone, l’anguilla o la bottatrice. Se vuoi cimentarti in una cattura adrenalinica, nel fiume Po esistono pesci siluro anche da 130 kg!.
    • I lucci sono presenti un po’ in tutte le acque dolci della penisola e sono ritenuti dei naturali equilibratori dell’habitat poiché predano animali malati o deboli. Quando crescono a dismisura, potrebbe essere segno che qualcosa non va nel bacino in cui vivono. Negli Stati Uniti sono famosi i lucci alligatore, molto grossi e aggressivi, che si pescano soprattutto nelle regioni meridionali ricche di paludi. La palude Henderson, a Baton Rouge, è un ottimo posto per catturare i lucci, mentre il lago Pontchartrain è una destinazione tipica per la pesca di molte varietà.
    • Nel Nord-ovest degli Usa, la trota arcobaleno è molto comune e si distingue per le sue strisce rossastre o rosa sulla coda e sulle branchie. Qui puoi catturare anche il pomoxis, l’occhiogrigio e la spigola.
    • Se hai trovato uno specchio d’acqua che ti piace e vuoi sapere quali pesci ci vivono, getta alcuni scarti di cibo e attendi qualche minuto.
  4. 4 Individua un punto in cui le acque profonde si incontrano con quelle basse. La maggior parte dei pesci abbastanza grandi da poter essere catturati passa il proprio tempo in acque profonde, ma si sposta in quelle basse per mangiare. Non nuotano per tutta la giornata nei punti poco profondi, tuttavia devi trovare un luogo dove faranno alcune rapide apparizioni per nutrirsi prima di ritornare rapidamente negli “abissi”.
    • Cerca dei punti in cui i laghi sono ricchi di canne e tronchi e vicini a improvvisi dislivelli. Gli insetti, solitamente, si aggregano nelle piccole insenature attirando così i pesci. Le zone ricche di cozze sono famose per essere anche luogo di ritrovo dei pesci gatto.
    • Se vedi delle correnti d’acqua, cerca dei punti in cui le correnti più veloci si incontrano con quelle più lente. I pesci sostano spesso in questi punti per catturare il cibo che viene trascinato dalle correnti.
  5. 5 Pesca nel momento giusto della giornata. La maggior parte dei pesci di acqua dolce è crepuscolare, il che significa che è attiva e mangia all’alba e al tramonto, quindi questi due momenti sono quelli migliori per pescare.
    • Se sei una persona mattutina, cerca di uscire di casa prima dell’alba per goderti una bella sessione di pesca. Se l’idea che la sveglia suoni alle 4:30 ti dà i brividi, allora pianifica delle battute di pesca serali.
  6. 6 Accertati che le acque in cui peschi siano pulite, se vuoi mangiare le tue prede. Controlla il sito dell’ARPA e quello della tua Regione per avere delle informazioni sicure sulla qualità dell’acqua e se è sicuro o meno mangiare il pesce che ci vive. Se invece non vuoi mangiarlo, rilascia ogni esemplare dopo la cattura.
    • Come regola generale, i pesci più grandi che si nutrono di altri pesci più piccoli sono più a rischio di contaminazione. Grossi pesci come i tonni tendono ad avere livelli di mercurio più alti rispetto a pesci più piccoli che si nutrono di insetti. Dipende molto anche dalla qualità delle acque del posto in cui peschi.
    • Ricorda di rispettare le normative relative alla pesca locale in materia a quali sono i pesci che puoi ributtare in acqua e quali sono quelli che invece devi necessariamente tenere, se espressamente richiesto.

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  1. 1 Ottieni una licenza di pesca. Vai sul sito della tua Provincia per avere tutte le informazioni e i dettagli sulle procedure da seguire. Solitamente è necessario pagare una tassa, presentare due foto tessera e il modulo di richiesta. Informati se ci sono delle agevolazioni per i bambini e gli ultrasessantenni.
    • In alcuni posti è necessario avere un permesso addizionale, che dura pochi mesi o una stagione. Chiedi sempre nei negozi di caccia&pesca della zona, sapranno aiutarti.
    • In molte Province, i bambini sotto i 13 anni possono pescare senza licenza, ma solo con la canna.
    • A volte, un Comune o una Provincia organizza delle giornate in cui è possibile pescare lungo determinati corsi d’acqua senza licenza.

Acquista la giusta canna e il mulinello adeguato. Entrare per la prima volta in un negozio di articoli per la pesca può intimidire, ma non devi spendere una fortuna per acquistare una canna e un mulinello adeguati per iniziare a pescare. Per iniziare, scegli una canna piuttosto morbida e non troppo rigida.

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    • Le canne flessibili sono più deboli ma meno prone a spezzarsi rispetto a quelle più rigide. Non prenderai pesci grossi con una canna di base, ma riuscirai a pescare una più grande varietà di pesci più comuni.
    • Se hai dubbi su che tipo di acquisto effettuare, chiedi consiglio al commesso del negozio.

    Suggerimento: come regola generale, scegli una canna che sia all’incirca alta quanto te. Tienila per vedere se non è troppo pesante sul braccio che usi per lanciare.

  2. 2 Scegli una lenza adatta alla lunghezza della canna. Per una canna di base, lunga 2 metri, scegli una lenza che sopporti un peso di 2,7-5,4 kg se peschi in acque dolci o un peso di 4,5- 5,4 kg se peschi in acque salate. Il peso indica quanto la lenza è resistente. Puoi solamente prendere pesci che pesano meno di quel valore.
    • Mira a pescare con l’attrezzatura più leggera possibile, in modo da evitare di stancarti e poterti semplicemente divertire. Se vuoi pescare un tipo di pesce in particolare, fai delle ricerche sul suo peso medio in modo da poterti regolare su che tipo di lenza comprare.
  3. 3 Acquista un set di ami adeguati. Più l’amo è piccolo e la lenza sottile, maggiori sono le possibilità di cattura. Devi scegliere la lenza in base al tipo di canna che hai acquistato; se ne possiedi una particolarmente rigida, hai bisogno di una lenza molto resistente.
    • Gli ami devono essere acquistati in base al pesce che vuoi pescare. Gli ami numero 1 sono adatti a più animali, ma le misure che vanno da 8 a 5/0 sono più specifiche. Chiedi al negozio di caccia&pesca in merito al sistema di misura degli ami (per esempio 6, 4, 2, 1, 1/0, 2/0) e quali sono gli strumenti migliori.
    • Se non riesci a decidere che dimensione di ami acquistare, discuti del sistema di misurazione con il commesso del negozio o con una persona più esperta. Se vai a pescare spesso, procurati degli ami di misure varie, in modo da poterti adattare in qualsiasi tipo di situazione.
  4. 4 Scegli l’esca corretta. Quelle artificiali sono create per assomigliare e odorare proprio come un’esca viva; i negozi ne sono pieni e hanno a disposizione esche di ogni colore e forma. Dato che i pesci mangiano insetti e altri animali acquatici, ci sono molte esche vive efficaci che puoi scegliere, se preferisci un’esperienza di pesca più autentica.
    • Prova a prendere una grande varietà di esche, in modo da poterle cambiare in base ai pesci attivi nell’area in cui stai pescando.
    • Puoi acquistare le esche al negozio oppure catturarle. Molti pescatori raccolgono i vermi dopo una giornata di pioggia oppure a tarda notte con una torcia. Puoi trovare delle cavallette lungo le rive dei ruscelli oppure puoi catturare dei pesciolini con un retino e delle briciole di pane. In quest’ultimo caso mantienili in vita in un secchio pieno d’acqua per il maggior tempo possibile.
    • Se vuoi catturare un tipo di pesce in particolare, fai delle ricerche sul tipo di esca che preferisce. Per esempio, molti pesci di mare gradiscono i gamberi. Altri pesci si nutrono di cibo che varia dalle uova di salmone al formaggio.
  5. 5 Procurati un contenitore dove mettere i pesci. Se hai deciso di non rilasciare i pesci che catturi, avrai bisogno di molto ghiaccio per evitare che vadano a male. La maniera più semplice è quella di usare un secchio di plastica. Aggiungi del ghiaccio insieme ai pesci che sei riuscito a prendere.
    • Una gabbia è un’ottima scelta per tenere i pesci vivi intrappolati nell’acqua. Molti tipi di gabbia fungono da trappola per i pesci più piccoli.
    • Non è necessario uccidere le prede mentre peschi. Prova a catturare i pesci per poi ributtarli in acqua, lasciandoli liberi. Non avrai bisogno del ghiaccio, a meno che tu non stia usando delle esche vive.

    Consiglio dell’Esperto Kathy Sparrow è un’avventuriera fino al midollo specializzata nell’insegnamento delle tecniche di pesca con la mosca. È cofondatrice ed ex manager del Kingfisher Inn, un centro per la pesca con la mosca nella Lower Laguna Madre, in Texas.

    • Ha scritto “On the Mother Lagoon: Flyfishing and the Spiritual Journey” e “The Whispered Teachings of Grandmother Trout”, un romanzo che offre una prospettiva tutta femminile sulla pesca con la mosca.
    • Athy è anche un’istruttrice certificata nelle metodologie di sviluppo personale Canfield.
    • Guida le persone durante i processi di accettazione dei cambiamenti spronandoli a esprimere fiducia, consapevolezza e coraggio attraverso gli strumenti della scrittura, della pesca con la mosca e della conversazione intenzionale.

    È laureata in Inglese con specializzazione in Letteratura e Studi Culturali presso la University of Texas-Pan American. Consiglio dell’Esperto : mentre ti prepari per andare a pescare, ricorda sempre di portarti dietro dell’attrezzatura per la pioggia, nel caso che il tempo cambiasse. Inoltre, porta lenza extra, esche e una canna di riserva. Cosa più importante, porta sempre il tuo senso dell’avventura e non avere paura di commettere degli errori. Pubblicità

  1. 1 Annoda l’amo alla lenza, Per i principianti, imparare un semplice nodo UNI è il modo migliore per iniziare. Infila la lenza nell’amo e poi avvolgila attorno al suo gambo per 4-6 volte, tornando indietro verso il mulinello. Inserisci l’estremità della lenza all’interno dell’anello e tira con forza. Puoi anche usare una goccia di saliva per lubrificare la lenza e garantire una stretta sicura.
    • Nella pesca con la mosca, legare l’amo con il nodo più adatto è metà dell’opera. Il nodo clinch è un buon punto di partenza, ma chi pratica questo tipo di pesca usa molti tipi di nodo, tutti differenti.

Fissa i piombini e il galleggiante. Se le acque sono abbastanza rapide, come quelle di un fiume o torrente, è meglio attaccare dei pesi (piombini) a circa 30 cm dall’esca. In questo modo l’amo resterà al suo posto a pochi centimetri dal fondale, proprio dove i pesci vanno a caccia. Se peschi in acque più calme, un galleggiante è una piccola palla che ti aiuta a vedere quando il pesce abbocca.

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    • I piombini spingono la lenza ancora più in fondo nell’acqua, giù dove è più probabile che ci sia il pesce. Aggiungi i piombini ai galleggianti più grandi, in maniera da tenerli immersi ma ancora visibile.

    Suggerimento: se sei un principiante, usa un galleggiante più grande, in modo che tu possa vederlo dalla riva. Fai attenzione a quando comincerà ad agitarsi e a scomparire sotto l’acqua. Quello significa che è arrivato il momento di avvolgere la lenza e catturare il tuo pesce.

  2. 2 Aggancia l’esca all’amo, Sebbene si tratti di un’operazione che dipende dal tipo di esca che vuoi usare, come linea generale devi fissarla all’amo in modo che non si stacchi. Tieni l’esca con una mano, e iniziando a circa 1/3 della sua lunghezza fai passare l’amo attraverso il suo corpo.
    • Non si può negare che infilare un amo nel corpo di un verme per tre volte sia un po’ disgustoso e crei qualche pasticcio sull’amo stesso; tuttavia, devi essere sicuro che l’esca rimanga sull’amo e che non si stacchi durante il lancio.
  3. 3 Lancia l’amo. Molti principianti fanno un movimento laterale, proprio come quando si lancia un sasso sull’acqua per farlo “rimbalzare”. Porta la canna dietro di te lateralmente e poi, con un movimento fluido, riportala in avanti verso il punto in cui vuoi lanciare. Contemporaneamente rilascia la lenza.
    • Il rilascio della lenza dipende in qualche modo dal mulinello che stai utilizzando. Se hai un modello da spinning chiuso con bottone di rilascio, il compito è piuttosto semplice. Spingi il tasto per liberare la lenza e rilascialo quando vuoi fermarla. Quando sposti la canna all’indietro schiaccia il bottone, quando la punti verso l’acqua rilascialo.
  4. 4 Aspetta pazientemente, Alcuni pescatori iniziano a recuperare la lenza molto lentamente, facendo ondeggiare l’esca per dare l’impressione al pesce che sia viva. In base alla tua esperienza e al tipo di esca che stai usando puoi seguire o meno questa tecnica, oppure semplicemente siediti e aspetta.
    • I pesci sono spaventati dai rumori forti e dai colpi sulla superficie dell’acqua, quindi abbassa il volume della radio e riduci al minimo le chiacchiere. Faresti arrabbiare i pescatori che ti circondano e rovineresti la tua esperienza.
    • Puoi capire se un pesce ha abboccato osservando la lenza o il galleggiante; in alternativa puoi fissare alla punta della canna un campanello. Accertati, con un movimento lento, che la lenza sia ben tesa prima di tentare di agganciare il pesce.
    • Se dopo 10-15 minuti di attesa nessun pesce ha abboccato, prova a lanciare l’esca in un altro punto e aspetta nuovamente.
  5. 5 Aggancia il pesce. Quando senti che la lenza si tende devi “fissare” l’amo. Per farlo dai un semplice strattone alla canna verso l’alto e all’indietro. Se il pesce ha abboccato, comincerà immediatamente a lottare e la lenza seguirà i suoi movimenti.
    • A volte è difficile distinguere un’abboccata dalla forza delle corrente o da un colpo fortuito. Solo la pratica ti darà la giusta sensibilità.
  6. 6 Cerca di trascinare il pesce fuori dall’acqua sollevando la canna verticalmente, riabbassandola verso l’acqua e allo stesso tempo riavvolgendo la lenza. Non fare affidamento sul solo mulinello per recuperare la preda, a meno che si tratti di un pesce molto piccolo. Tieni la lenza tesa e usa le braccia per portare il pesce verso di te. Poi allenta la tensione e riavvolgi il mulinello.
    • La maggior parte dei pesci si perde a causa di una lenza lasca. Questa offre l’occasione alla preda di “sputare l’amo”. Se tieni la lenza in tensione sarai sicuro che l’amo resterà infilzato nella bocca del pesce.
  7. 7 Porta il pesce nel retino. Quando l’animale è stanco e l’hai trascinato a riva, portalo fuori dall’acqua e con l’aiuto di un amico catturalo con il retino – in alternativa, puoi fare tutto da solo.
    • Tieni a mente che alcuni pesci possono avere delle spine affilate sulle pinne e presta molta attenzione anche all’amo quando lo togli dalla sua bocca. Afferra saldamente il pesce da dietro la testa mentre lo rimuovi dal retino.

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  1. 1 Tieni il corpo del pesce per bloccarne i movimenti mentre lo maneggi. I pesci sono più forti di quello che sembrano, quindi fai attenzione. Tieni il corpo saldamente, proprio dietro la testa. Oltre alla coda, fai attenzione alle pinne, dal momento che possono tagliarti se non procedi con cautela.
    • Se hai catturato un pesce grosso, usa entrambe le mani per tenerlo. Metti una mano intorno al suo corpo vicino alla testa, quindi metti l’altra mano di sotto, prima della coda.
  2. 2 Tira l’amo dal pesce usando un paio di pinze piane. Questa parte potrebbe sembrare difficile all’inizio, ma non troppo se riesci a tenere il pesce come si deve. Serra le pinze sull’amo spingendolo fuori dalla bocca del pesce. Spingilo dentro di nuovo per sganciarlo. Quindi, fallo scivolare via dalla bocca del pesce, girandolo se necessario per evitare di pungere il pesce ulteriormente.
    • Con le pinze puoi rompere anche la punta uncinata dell’amo per rendere più semplici le operazioni di estrazione. Alcuni pescatori esperti eseguono questa pratica anche prima di lanciare.
    • Se l’amo è incastrato, lavora con molta pazienza. Prova a inserire le dita o le pinze nella bocca del pesce. Tieni il pesce dentro l’acqua, spezza la barbetta dell’amo se necessario e infine gira e spingi l’amo verso l’esterno evitando di agitarlo troppo.
  3. 3 Rilascia il pesce se non hai intenzione di tenerlo. Sempre più pescatori rimettono in acqua i pesci catturati per proteggere l’ecosistema. Dal momento che i pesci non possono respirare fuori dall’acqua, tienili immersi quanto più a lungo possibile. Se è necessario tirare fuori il pesce, rimettilo subito in acqua. Mantieni il pesce bagnato e maneggialo con cura per evitare di stressarlo.
    • Uno dei problemi più grandi del portare il pesce fuori dall’acqua è lo stress. Il pesce potrebbe essere già sfinito dalla lotta con l’amo. Portarlo fuori dall’acqua e tenerlo troppo in mano aumenta le possibilità che muoia anche dopo averlo liberato.
  4. 4 Misura il pesce per vedere se è legalmente consentito tenerlo. Molte riserve di pesca sono regolamentate da normative statali o regionali allo scopo di proteggere l’ecosistema. Tali norme includono spesso dei limiti sulla quantità di pesci che puoi portare a casa oltre che alle dimensioni.
    • Le autorità potrebbero fermarti e controllare il tuo pescato. Potrebbero individuare inoltre dei pesci che hai pescato illegalmente attraverso le foto che posti nei social media e multarti.
    • Non rispettare le normative può portare a delle multe salate.
    • Considera di portare con te una guida per poter identificare le catture, oltre alle varie normative, se ce ne sono, relative all’area in cui stai pescando. Tali normative vengono spesso postate nei siti web del parco o riserva di pesca oppure sugli avvisi nei cartelli intorno ai punti di pesca.

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Pulisci il pesce con un coltello se pensi di portarlo a casa. Purtroppo, devi uccidere e tagliare i pesci che catturi. Se hai un coltello affilato o un arpione, spingilo attraverso il cervello del pesce, proprio dietro gli occhi. Lo ucciderai istantaneamente, quindi il pesce non soffrirà. Quindi, puliscilo tagliando le branchie, le squame e le interiora prima di mettere il pesce nel ghiaccio.

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    • Un’altra opzione è quella di conservare il pesce vivo in una gabbia a rete immersa nell’acqua. Manterrà il pesce al sicuro, ma vivo mentre continui a pescare. Quindi, puoi sfilettare tutti i pesci in una volta quando sei pronto per tornare a casa.

    Suggerimento: per ottenere i risultati migliori, uccidi e sfiletta il pesce non appena lo tiri fuori dall’acqua. Questo serve a mantenere la freschezza delle carni. Inoltre, mantieni il pesce al fresco in un contenitore termico durante il viaggio di ritorno a casa.

  2. 2 Taglia le branchie come alternativa per uccidere il pesce. Prima di tagliare il pesce, colpiscilo una volta sulla testa con una mazza per stordirlo. Quindi, usa il coltello per tagliare tutte le branchie da un lato. Il pesce morirà dissanguato. Mettilo nell’acqua, in un retino o in un secchio, finché non muore.
    • Il dissanguamento viene considerato una maniera umana per uccidere un pesce, dal momento che viene stordito con una botta forte in testa ed è un metodo relativamente rapido. Si tratta di un’ottima maniera per eliminare gli acidi che influiscono sul sapore della carne. Molti pescatori commerciali ricorrono a questo metodo per pesci grandi come il salmone e il tonno.
    • Una volta terminato, sfiletta e conserva il pesce come faresti normalmente.

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Come funziona il mercato del pesce?

L’asta del pesce di Eataly – Dopo le operazioni di primo sbarco, il pesce viene acquistato telefonicamente, o attraverso gli intermediari nel caso di aste, e immediatamente spedito ai responsabili delle pescherie, che effettuano tutti i controlli sulla freschezza, l’origine, la specie e l’assenza di parassiti e lo mettono in vendita al banco o alle aste del pesce, fiore all’occhiello delle nostre Pescherie amatissimo dal pubblico.