Quante Volte Mangiare Il Pesce A Settimana?

Quante Volte Mangiare Il Pesce A Settimana
Le porzioni e le frequenze di alimenti: come variarle durante la giornata e la settimana Una delle semplici ma indispensabili regole che ci permettono di stare in forma e in salute è racchiusa nel numero 5: mangiare 5 volte al giorno, tre pasti principali e due spuntini.

Pasti della giornata % Kcal giornaliere
COLAZIONE 25%
PRANZO 40%
CENA 35%

Se si considerano lo spuntino di metà mattina e la merenda di metà pomeriggio, ognuno deve corrispondere circa al 10% delle kcal giornaliere, quindi va ridotto l’introito di kcal durante i pasti principali, es.: colazione 20%, pranzo 35%, cena 25%, L’apporto (quantità) di calorie di una corretta alimentazione deve essere equilibrata e provenienti in % dai diversi macronutrienti come mostra il grafico seguente. Riguardo ai vari gruppi di alimenti da assumere si consiglia di alternare il più possibile i cibi, rispettando le frequenze settimanali di consumo di cui parleremo fra poco. Tutto questo serve a garantire varietà alla dieta e a soddisfare i fabbisogni nutrizionali, non solo di macronutrienti (carboidrati, proteine e grassi) ma anche di micronutrienti (vitamine e minerali).

  • Si consigliano almeno 3 porzioni di verdura al giorno e 2-3 frutti di stagione.
  • È bene scegliere frutta e verdura di tutti i colori, variando spesso: bianco, verde, rosso, giallo/arancio, viola/blu.
  • Questo permette di assumere una maggior quantità e varietà di vitamine e minerali, tra i quali molti antiossidanti, che proteggono le cellule dell’organismo e riducono il rischio di contrarre malattie.

Le porzioni consigliate sono 4-5 al giorno, da consumare in tutti i pasti perché contengono carboidrati complessi, fonte primaria di energia. I condimenti come olio e altri grassi devono essere presenti in 2-3 porzioni al giorno. Si consiglia di utilizzare prevalentemente olio extravergine di oliva (almeno 5 cucchiaini al giorno) e di moderare l’uso del burro e di altri grassi vegetali o animali.

Contengono proteine ad alto valore biologico, vitamine del gruppo B, vitamina A e tante altre, oltre a molti minerali: fosforo, zinco, rame e calcio in grande quantità. Di questi alimenti vanno assunte 2-3 porzioni al giorno, di cui 1-2 di latte o yogurt preferibilmente parzialmente scremati, mentre i formaggi vanno mangiati 2-3 volte a settimana come secondo al posto di uova o carne, un cucchiaio raso di Grana Padano DOP grattugiato si può assumere per condire i primi al posto del sale.

Sono fonti di proteine ad alto valore biologico. Si consigliano 1-2 porzioni al giorno con particolare riguardo ai differenti alimenti. Ad esempio è preferibile scegliere carni magre (pollo, tacchino, vitello) con un consumo settimanale di 3-4 volte ed eventualmente sostituire una volta con affettati o insaccati.

Si consiglia di consumare il pesce 3 volte a settimana, scegliendo preferibilmente quello azzurro ricco di Omega 3. Le uova vanno limitate a 1-2 a settimana perché hanno un elevato contenuto di colesterolo. Gli affettati, Gli insaccati di solito molto grassi e ricchi di sale, vanno consumati solo occasionalmente mentre gli affettati, come prosciutto cotto o crudo e bresaola, essendo più magri, sono consentiti 2 volte a settimana.

I legumi è consigliato mangiarli almeno 2 volte a settimana, se consumati con i cereali, forniscono proteine simili a quelle animali. IN SINTESI

FRUTTA 3 frutti al giorno grandi come il pugno di ciascuno
VERDURA 2 porzioni di verdura al giorno, più frequentemente cruda
CEREALI ogni giorno ed a ogni pasto, pasta o riso o mais, ecc. meglio se integrali
PESCE 3 volte a settimana
CARNE ROSSA O BIANCA 3 volte a settimana
1-2 UOVA 1 volta a settimana al posto della carne
AFFETTATI prosciutto crudo o cotto e bresaola 2 volte a settimana con moderazione
INSACCATI Salame, mortadella, salsiccia, wurstel e similari 1 volta a settimana con moderazione
LEGUMI 2-3 volte a settimana
LATTE O YOGURT 1-2 volte al giorno
FORMAGGI COME SECONDO Stagionati come il Grana Padano DOP 2 volte a settimana 50/60g oppure freschi 100g al posto di carne o uova

Le porzioni e le frequenze di alimenti: come variarle durante la giornata e la settimana

Quante volte a settimana si deve mangiare il pesce?

E il pesce ? Possiamo stare tranquilli anche se lo consumiamo spesso? Tradizionalmente il pesce è visto come un alimento “amico della salute” sotto diversi punti di vista e i dati scientifici confermano in larga misura questa convinzione. C’è un nesso fra il consumo di pesce e le probabilità di ammalarsi di tumore? Per quanto riguarda il cancro, in realtà, i dati disponibili non sono definitivi: gli esperti WCRF/AICR suggeriscono per esempio un legame tra consumo di pesce e riduzione dei rischi di tumore del fegato e di tumore del colon -retto, ma le prove a sostegno del risultato sono limitate.

Lo studio EPIC, che ha valutato l’impatto del consumo di pesce sul rischio di diversi tumori, non ha trovato legami significativi in termini di riduzione del rischio. Certo è che il pesce è un alimento ricco di molti nutrienti importanti per il benessere dell’organismo con le sue proteine di alta qualità, le vitamine e i minerali e soprattutto i grassi Omega-3,

Come ricordano infatti gli esperti della Mayo Clinic, questi ” grassi buoni ” sono in grado di ridurre l’infiammazione che può danneggiare i vasi sanguigni aprendo le porte a malattie cardiovascolari e ictus, Mangiare pesce ricco in Omega-3 come salmone, tonno e pesce azzurro, aiuta anche a ridurre i livelli di trigliceridi e la pressione sanguigna e per questa ragione si raccomanda di consumarne almeno due porzioni a settimana (circa 200 grammi).

Quanto pesce posso mangiare a settimana?

Quanto pesce posso mangiare a settimana? Vanessa 10 Settembre 2021 9 Risposte Buongiorno, il mio ragazzo ha smesso di mangiare carne e di conseguenza anche io ne mangio molta meno. Ci troviamo spesso a mangiare pesce, in tutte le sue varietà: paste e risotti ai frutti di mare, tonno e spada alla griglia, salmone, orata, branzino al forno, sushi, tartare e carpacci ecc. Quante Volte Mangiare Il Pesce A Settimana Gentile Vanessa, le linee guida per una sana alimentazione riportano che il pesce dovrebbe essere consumato ALMENO 2-3 volte a settimana, con una grammatura standard di circa 150gr a porzione. È, però, necessario fare distinzione tra pesce fresco e pesce conservato: è consigliato consumare solo 1 volta a settimana il pesce conservato; mentre 2 volte a settimana il pesce fresco o surgelato, compresi i molluschi e i crostacei.

Ci tengo a sottolineare che le frequenze di consumo (giornaliere e/o settimanali) sono SOLO dei punti di riferimento, da non considerare come “dogmi assoluti”. Tali frequenze di consumo possono essere modificate in base alle necessità, alle esigenze di un individuo e alla singola composizione corporea.

In questo contesto si inserisce il Nutrizionista, che è in grado di valutare e calibrare le suddette esigenze e necessità per ogni singolo individuo. Discorso a parte è invece quello associato al contenuto in metilmercurio: i pesci “pelagici” sono quelli che assorbono maggiori quantità di metalli pesanti.

  • Tra questi, i più consumati sono il pesce spada, il tonno, la verdesca, il luccio e lo sgombro reale.
  • Le consiglio di dare attenzione a non eccedere nel loro consumo e Le consiglio, invece, di evitarli totalmente in casi di gravidanza.
  • Altri rischi da tenere in considerazione sono quelli associati al consumo di pesce crudo: parassitosi o infezioni batteriche.
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È bene accertarsi sempre che il pesce sia stato sottoposto ad abbattimento. È possibile fare ciò anche a casa, mettendo il pesce nello scomparto del freezer per almeno 96 ore. In caso di gravidanza, evitare totalmente pesce crudo, di qualunque natura. Quante Volte Mangiare Il Pesce A Settimana Gentilissa, mi associo alla risposta esaustiva della collega e le posso solo consigliare, di mangiarne con la stessa frequenza di ora, tranquillamente, ma ridurne le quantità associandolo, ogni tanto e seguendo le indicazioni del suo gusto, a legumi (seppie con piselli, fagioli con cozze etc). Salve, oltre a quello che hanno già detto le mie colleghe le suggerisco magari di variare la fonte proteica. Potete sostituirlo con i legumi (con o senza cereali), uova (con un massimo di 3/4 a settimana), formaggi/latticini oppure tutti i sostituti vegani come tofu, tempeh. In questo modo avrete anche una dieta più varia e sana. Spero di esserle stata d’aiuto. Dott.ssa Sarah Ferma Quante Volte Mangiare Il Pesce A Settimana Veronica Mele Nutrizionista a Santarcangelo di Romagna (RN) 5 Risposte Buongiorno cara, Secondo linee guida il pesce deve essere consumato 3 volte a settimana con una grammatura di 150g a porzione. Detto questo, per un piano alimentare che sia equilibrato e vario, la fonte proteica può derivare dai legumi (3 o 4 volte a settimana) sempre in associazione con i cereali o dai formaggi 1-2 volte a settimana. Quante Volte Mangiare Il Pesce A Settimana La riduzione del consumo di carne è una scelta nutrizionale che le porterà a breve, medio e lungo termine ad avere un benessere psico-fisico che potrà verificare analiticamente eseguendo delle analisi del sangue, adeguatamente prescritte dal suo medico di base.

E’ importante comunque che la sua alimentazione sia equilibrata prevedendo il giusto apporto di proteine (150 gr di pesce fresco/surgelato a porzione, 50 gr di pesce conservato a porzione, 100 gr di carne fresca/surgelata a porzione, 50 gr di affettati/salumi a porzione, 150 gr di legumi freschi o in scatola a porzione, 50 gr di legumi secchi a porzione, 100 gr di formaggi freschi a porzione, 50 gr di formaggi stagionati a porzione), carboidrati, lipidi, sali minerali e vitamine.

Variare l’alimentazione alternando gli alimenti anche all’interno dello stesso gruppo alimentare è uno dei consigli delle “Linee guida per una sana alimentazione” revisione 2018. Dott.ssa Monia Zambernardi Biologa Nutrizionista Salve, mi associo a quello già detto dai colleghi, metta particolare attenzione ai vari tipi di pesce( i pesci molto grandi come tonno, pesce spada, ventresca, luccio) hanno un contenuto di metalli pesanti più elevato, preferisca pesci ti taglia più piccola: anche con il crudo si accerti della provenienza; detto questo alterni fonti proteiche con legumi, uova formaggi magri o caprini. La saluto Paola Curto Nutrizionista a Desenzano del Garda (BS) 9 Risposte Il pesce è un’importante fonte di proteine ma il suo consumo deve assicurare anche un certo apporto di omega 3 di cui sono particolarmente ricchi i pesci azzurri come alici, sardine, ricciola, lecce, spatole. Quante Volte Mangiare Il Pesce A Settimana Buongiorno, il pesce andrebbe consumato non meno di 2-3 volte a settimana, preferendo pesce azzurro di piccola taglia del Mediterraneo ricco in gassi omega 3 oltre che naturalmente ottimo fonte di proteine, non trascurando il consumo anche di qualche crostaceo o mollusco ricco di minerali. Quante Volte Mangiare Il Pesce A Settimana Gentile Vanessa, il consumo di pesce settimanale dovrebbe essere di almeno 2/3 volte a settimana. Il rischio di incorrere nel consumo di metalli pesanti, può dipendere dal tipo di pesce che consuma (generalmente più il pesce è grande e si trova alla fine della catena alimentare e più metalli pesanti contiene) quindi il consiglio è di prediligere pesci di taglia medio-piccola.

Quante volte mangiare ai pesci?

ALIMENTAZIONE DEI PESCI D’ACQUARIO piccola guida ai mangimi per pesci

art. di Enzo Alibrandi Già nei primi dell’800, quando ancora l’acquariofilia era soltanto un lusso per pochi oltre che una novità nel mondo scientifico di allora, i pesci (i pochi disponibili) erano alimentati in vasche di modeste dimensioni proprio con cibo vivo. Video: Pesci Acquario Acqua Dolce, Acquario Marino con Alimentazione consigliata. Nel loro ambiente naturale i pesci dispongono di una vastissima scelta di alimenti diversi: varietà ed equilibrio quindi sono due fattori fondamentali da seguire in acquario per la nutrizione dei nostri pesci in maniera mirata e completa e, di conseguenza, evitar loro patologie che possono essere presenti in qui casi dove i pesci sono poco nutriti o nutriti male. Mangimi secchi (fiocchi e granuli) Mangimi Liofilizzati Mangimi surgelati Alimentazione errata e malattie da carenza: FONTI INTEGRATIVE PER APPROFONDIMENTO A CURA DELLA RIVISTA IL MIO ACQUARIO.

Oggi, grazie all’avvento dell’acquariofilia moderna e già da parecchi anni, il cibo vivo è stato sostituito quasi completamente dai mangimi industriali e questo per due motivi: sia perché spesso il cibo vivo è “infetto” da possibili agenti patogeni, alcuni piuttosto gravi per i pesci, sia perché il cibo industriale è sicuramente più ricco sotto certi valori nutrizionali.

Sicurezza e complessità nutrizionale sono le carte vincenti dei mangimi industriali ma, bisogna affermare che, negli ultimi anni c’è un “ritorno alle origini” sul cibo vivo, grazie anche ai successi ottenuti nella riproduzione e allevamento di diverse specie di pesci, soprattutto marini. Sicuramente l’alimentazione è un fattore molto importante per la corretta salute dei nostri pesci.

Tuttavia, molti acquariofili (neofiti soprattutto) non forniscono un’adeguata alimentazione ai pesci a causa della poca esperienza che hanno in questa pratica; le varietà mangimistiche per i pesci ad oggi sono moltissime e bisogna sapersi destreggiare nella scelta del cibo da fornire ai nostri pesci.

  1. Spesso sentiamo di parlare di mangimi con questo o quell’altro ma realmente sappiamo quali sono realmente validi? Prima di tutto bisogna ricordare che la regola fondamentale nell’alimentare i nostri pesci è quella del “poco ma spesso”.
  2. Sicuramente una regola d’oro dato che, alcune tipologie di mangimi (ad esempio fiocchi), se non consumate in breve tempo tendono a depositarsi in vasca con la conseguenza di inquinare velocemente quest’ultima e di creare situazioni tali da far nascere possibili patologie.

I mangimi che si utilizzano per alimentare i nostri pesci sono catalogabili nel seguente modo per una più facile consultazione: In questa categoria troviamo i mangimi in pellets, in fiocchi, granulati, scaglie, pastiglie, ecc. Al giorno d’oggi vengono proposti un’infinità di mangimi di tutte le marche, forme, dimensioni e sapori; Un’attenta scelta della marca e osservazione della quantità e composizione delle sostanze presenti nel mangime.

  • I barattoli vanno consumati nel giro di 2-3 mesi dal momento dell’apertura ed è bene controllare sempre la scadenza per evitare possibili avvelenamenti.
  • Il cibo non consumato dai pesci finisce sul fondo, si decompone e inquina l’acqua, per questa ragione è bene dar da mangiare ai pesci 2-3 volte al giorno in porzioni sufficienti ad essere consumate in pochissimi minuti.
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Il cibo liofilizzato è ottenuto mediante processi di essiccazione del prodotto per far si che abbia una durata nel tempo maggiore ed essere tenuto a temperatura ambiente. Precisamente, il cibo raccolto viene surgelato preventivamente mantenendo inalterate le proprietà nutritive e, successivamente, il cibo surgelato viene privato totalmente dell’acqua presente al suo interno mediante il processo della decompressione velocissima.

  • Esistono diverse variètà di cibo liofilizzato per i pesci; fra le più note troviamo l’artemia salina, krill, chironomus, tubifex, pesciolini.
  • Il cibo surgelato è sicuramente quella categoria che ha avuto notevoli progressi sia in termini di qualità del prodotto e sia della vastissima scelta.
  • Sicuramente il cibo surgelato è quello che più si avvicina ai classici cibi freschi ma, non dobbiamo dimenticare, che il cibo surgelato mantiene inalterate le sue proprietà soltanto se non viene interrotta la catena del freddo.

Per un utilizzo ottimale di questa tipologia di mangimi è consigliabile far scongelare completamente le porzioni da fornire ai pesci al fine di evitare possibili problematiche. Esistono ad oggi diversi tipi di mangimi surgelati per ogni tipologia di animali; sicuramente i più famosi sono quelli a base di artemia salina congelata ma, troviamo nella lista, anche mysis, pezzi di polpi o calamari, artemia arricchita con omega 3, plankton, e.c.c.

Per quanto riguarda gli aspetti nutrizionali sicuramente il cibo congelato è ottimo in quanto le materie prime una volta pescate vengono immediatamente congelate per mantenere inalterati i valori nutrizionali. Anche il cibo surgelato si presta molto bene a integrazioni con complessi vitaminici per acquario.

Queste sono le tre categorie più conosciute e utilizzate dagli acquariofili ma, è pur vero, che un’integrazione con del cibo vivo come ad esempio artemia salina, aiuta certamente nell’irrobustire i pesci. A lungo andare, un’alimentazione monotona e, senza le dovute integrazioni vitaminiche nel mangime, porta molto spesso all’insorgere di determinate patologie da carenza alimentare o vitaminica.

Soprattutto nei pesci marini insorgono queste patologie in quanto quest’ultimi sono più delicati dei pesci d’acqua dolce sia dal punto di vista dell’ambiente in cui vivono sia dell’alimentazione che ricevono; un esempio ne sono gli Acanturidi in generale, soggetti spesso a dimagrimento progressivo negli acquari di barriera a causa di un’alimentazione errata o carente.

Inoltre le malattie da carenza possono essere causate anche da altri fattori tipo stress causato da concorrenti al cibo, sovrappopolamento della vasca, scarsa qualità dell’acqua. I sintomi che notiamo in pesci affetti da questa patologia sono: dimagrimento progressivo, comportamento e nuoto anomali, perdita delle scaglie intorno agli occhi e sulla pelle, sbiadimento e perdita di colorazione.

Nel caso ci trovassimo di fronte a dei pesci affetti da carenza alimentare o vitaminica è bene prima di tutto programmare fin da subito una dieta varia e bilanciata sotto l’aspetto nutrizionale (non solo granuli o fiocchi) e con l’aggiunta di complessi vitaminici ad uso acquariofilo facilmente reperibili nei negozi specializzati.

Sconsiglio vivamente prodotti ad uso umano come consigliato in molti forum in quanto, dalla parola stessa, sono ad uso umano (protovit e milicon) e non acquariofilo! Per quanto riguarda la perdita di colorazione possiamo somministrare dei mangimi speciali a base di acidi grassi e carotenoidi, che aiutano a rigenerare e mantenere la pigmentazione, nonché ad irrobustire ulteriormente i pesci.

In aggiunta a quanto scritto è doverosa una premessa: evitare di comprare specie di pesci sia d’acqua dolce che marina noti per essere alquanto “difficili” nell’accettare il cibo nella fase di introduzione in vasca e anche dopo nonché quelli considerati specializzati in determinati alimenti non sempre fornibili in acquario.

Una persona con un certo senso etico preferirebbe lasciare questi animali nel suo ambiente ed evitarli inutili sofferenze. I mangimi secchi (fiocchi, granuli, pellets, crisp, ecc.) sono stati i primi ad essere prodotti espressamente per i pesci da acquario, composti da un’ampia varietà di materie prime sia animali che vegetali. Ecco come scegliere il cibo più adatto ai nostri pesci e come somministrarlo nel migliore dei modi Per i primi acquariofili, nutrire i propri pesci costituiva un problema. Frigoriferi e congelatori domestici cominciarono a diffondersi solo alla fine degli anni Venti e furono comunque a lungo riservati alle classi più agiate.

  1. Unica alternativa ai cibi freschi e dunque deteriorabili (carni, prodotti della pesca, verdure) erano i mangimi vivi, come dafnie e tubifex, spesso raccolti in luoghi disagevoli e poco salubri, che si cercava poi di mantenere in vita il più a lungo possibile con mezzi di fortuna.
  2. L’avvento dei mangimi secchi ha dato un notevole impulso allo sviluppo dell’acquariofilia moderna, che si è avvalsa in seguito anche dei cibi surgelati e liofilizzati: se il nostro hobby è così diffuso, lo si deve anche alla facilità con cui è possibile alimentare i pesci e gli altri organismi ospitati nelle nostre vasche.

Oggi, per fortuna, i rischi di patologie e disturbi causati da avitaminosi – un tempo molto alti – si sono assai ridotti, grazie anche all’offerta sempre più ampia e diversificata di mangimi che, con un’opportuna alternanza, consentono di fornire ai nostri pesci un’alimentazione completa per tutto il loro ciclo vitale, inclusa la riproduzione. CONTINUA : ALIMENTAZIONE DEI PESCI D’ACQUARIO piccola guida ai mangimi per pesci

Cosa fa il pesce al corpo?

Le 4 cose da sapere sulle proprietà nutrizionali del pesce: – Quante Volte Mangiare Il Pesce A Settimana Perché è importante mangiare pesce? È importante mangiare pesce una o due volte alla settimana per ridurre il rischio di ictus, depressione, morbo di Alzheimer, malattie cardiache e altre condizioni croniche. Inoltre, il pesce è un alimento prezioso per la sua digeribilità, per il notevole contenuto di proteine ad alto valore biologico, di minerali, di vitamine e per la particolare composizione in grassi. Quante Volte Mangiare Il Pesce A Settimana Quali sono le principali proprietà nutrizionali del pesce? Tra le principali proprietà nutrizionali del pesce c’è sicuramente l’alto contenuto di fosforo. Il pesce è però anche importante per il suo contenuto di acidi grassi polinsaturi della serie omega-3, per il basso contenuto di colesterolo e per quello relativamente alto di fosfolipidi: si tratta di caratteristiche che fanno del pesce un alimento particolarmente adatto nella prevenzione delle malattie cardiovascolari. Quante Volte Mangiare Il Pesce A Settimana Perché sono importanti gli Omega3 contenuti nel pesce? Gli omega-3 contenuti nel pesce sono importanti per il nostro corpo in quanto aiutano a introdurre un quantitativo di acidi grassi polinsaturi sufficiente al nostro fabbisogno. Inoltre, il pesce contiene una particolare specie di omega-3, quelli a catena lunga (EPA e DHA), utili per la prevenzione delle patologie cardiovascolari e per la costruzione dei tessuti nervosi. Quante Volte Mangiare Il Pesce A Settimana Quali sono i principali benefici degli Omega3? I grassi omega-3 del pesce regolarizzano il ritmo cardiaco, sono in grado di abbassare la pressione, di migliorare la funzione dei vasi sanguigni, di abbassare i trigliceridi e di ridurre le infiammazioni.

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Quante volte alla settimana si può mangiare la pasta?

Quanta pasta consumare e quando? – Un recente studio infatti ha stilato delle indicazioni per un consumo regolare di pasta così da poterla inserire in tutti i regimi dietetici, L’ideale sarebbe mangiare la pasta al massimo tre volte a settimana e con porzioni che non superino i 70 grammi.

Si consiglia inoltre di non consumarne più di una porzione al giorno, che è preferibile mangiare a pranzo ed evitare a cena. Indispensabile poi unirla sempre al giusto condimento, Preferire dei condimenti ricchi di fibre alimentari solubili piuttosto che condimenti più grassi. In sostanza è preferibile mangiare una pasta più dietetica e questo dipende esclusivamente dal condimento scelto.

Il consiglio principale è quello di scegliere un tipo di pasta con un indice glicemico più basso e di consumarla nei giorni in cui siamo sicuri di effettuare maggior movimento fisico, Un’altra buona abitudine è quella di consumare la pasta dopo il contorno ed evitare di consumare durante lo stesso pasto pane o patate, qualsiasi sia l’apporto energetico totale. Quante Volte Mangiare Il Pesce A Settimana Preferire pasta con condimenti semplici – imilanesi.nanopress.it In un corretto regime dietetico, infatti, non andrebbero mai abbinati dei carboidrati differenti tra loro. Se si seguono queste semplicissime linee guida, il consumo di pasta è consentito non solo alle persone più sedentarie ma anche a coloro che si trovano in una condizione di sovrappeso,

Qual è il pesce con meno colesterolo?

L’amico del cuore Per le sue qualità benefiche il pesce è un alimento considerato a ragione come “amico del cuore”, pertanto è raccomandato in molte diete. Del resto è confermato anche dai medici ricercatori dell’Humanitas che è possibile tenere sotto controllo il colesterolo anche attraverso una dieta equilibrata, che preveda il consumo di pesce almeno 2-3 volte a settimana.

  • Vediamo perché.
  • Gli acidi grassi “cattivi” e quelli “buoni” Per comprendere meglio perché il pesce sia così importante dobbiamo specificare che il modo più efficace per mantenere normali i livelli di colesterolo è adottare un’alimentazione bilanciata con bassi valori di acidi grassi,
  • È importante soprattutto selezionare la tipologia degli acidi grassi che consumiamo.

Infatti i maggiori responsabili dei livelli alti di colesterolo sono i grassi saturi, contenuti prevalentemente in cibi di origine animale come uova, burro, strutto, lardo, formaggi, carni rosse e salumi, nonché nei prodotti da forno. I grassi insaturi, al contrario aiutano ad aumentare i valori di “colesterolo buono” HDL abbassando contestualmente i valori di colesterolo “cattivo” LDL e i trigliceridi.

  1. Omega-3: dove trovarli Non tutto il pesce è ricco di grassi buoni.
  2. Per esempio i crostacei, i molluschi e le uova di pesce contengono alti valori di colesterolo e quindi vanno mangiati con molta moderazione.
  3. Gli acidi grassi del pesce che fanno bene al colesterolo, ma anche al cuore e alla prevenzione di malattie cardiache, sono i polinsaturi Omega-3,

Si tratta di acidi grassi essenziali, ovvero sostanze indispensabili al corretto funzionamento del nostro organismo e al suo mantenimento in salute. Non possono essere sintetizzati dalle cellule umane, pertanto l’unico modo per garantire all’organismo di averne a disposizione una quantità sufficiente è di introdurli attraverso alimenti che li contengano.

  1. Solo alcune tipologie di pesce contengono una gran quantità di acidi grassi polinsaturi Omega-3; si tratta per lo più di pesci grassi.
  2. Vediamo quali sono: – salmone : oltre che povero di colesterolo, fa anche molto bene al cuore.
  3. Ogni 100 g racchiude solo 35 mg di colesterolo per quello fresco, che diventano 50 mg per quello affumicato.

– merluzzo : è un pesce molto magro, con un tasso di colesterolo pari a 75 mg su una porzione media di 150 g. Oltre agli Omega-3 contiene anche molti minerali che rendono il merluzzo un pesce con preziose proprietà antiossidanti: il magnesio, il ferro, il calcio, lo iodio, il selenio, lo zinco e il rame.

  1. Tonno : è sicuramente il pesce più consumato, soprattutto in scatola.
  2. Anche se è da fresco che preserva la maggiore quantità di elementi utili al mantenimento dei livelli di colesterolo, soprattutto per le donne in menopausa.
  3. Pesce azzurro come lo sgombro, le sardine, le alici e la ricciola: è la varietà di cui è ricco il mar Mediterraneo ed è quello che andrebbe privilegiato sia per un discorso di sostenibilità “a km zero” sia per la ricchezza di Omega-3.

Il pesce azzurro contiene anche molta vitamina D, calcio, minerali e proteine. Queste sostanze “ripuliscono” l’organismo dai lipidi, possono regolare il metabolismo e distribuire i grassi per smaltirli meglio. In particolare le aringhe, le alici e le acciughe contengono poi la vitamina PP, diretta responsabile dell’abbassamento del colesterolo “cattivo”, e permettono lo smaltimento delle tossine che gravano sull’organismo provocando l’aumento di peso.

Surgelare il pesce fresco è sicuramente il modo migliore per conservare e poi consumare questo alimento, perché il freddo preserva meglio le proprietà benefiche utili per l’organismo. È assolutamente consigliato consumarlo comunque entro un tempo limitato perché lasciarlo per troppo tempo a temperature basse con un congelamento artigianale compromette la sua qualità.

È altresì fondamentale scongelarlo in modo corretto, lasciandolo per qualche ora nel frigo. Un cambio repentino di temperatura può infatti alterarne i valori nutrizionali, la consistenza e il gusto. Il pesce surgelato in modo industriale mantiene bene le sue proprietà.

In particolare il merluzzo, che abbonda di Omega-3, Vitamina A e D, si presta molto bene a questo metodo di conservazione, perché trattiene pressoché inalterati i suoi nutrienti. Affinché il pesce mantenga tutte le sue proprietà nutrizionali sarebbe preferibile la cottura alla griglia, a vapore o al cartoccio.

Tali metodi per cucinare sono facili e leggeri, perché prevedono poco uso di condimenti, non comportano la perdita eccessiva di nutrienti e salvaguardano le proprietà organolettiche, come sapore e consistenza.